Stefano Pagnozzi

Stefano Pagnozzi

Stefano Pagnozzi

Stefano Pagnozzi, per gli amici “il Cowboy”, fu crossista e fenomeno delle gare di velocità in salita. E’ stato il più spericolato ed audace tra i piloti degli anni ’80.
Se si dovesse redigere una classifica tra i “polsi destri” più pesanti, considerando anche avversari del calibro di Falanga e Cresta, sicuramente Stefano sarebbe al primo posto. Posso azzardarmi a dire che Stefano Pagnozzi fu uno dei precursori del Supermotard, sia perché fu uno dei primi a montare un manubrio alto da motocross su una moto sportiva, la sua Laverda formula 500 Cavazzin portata a 600cc con il kit Gammatron, sia per il suo stile di guida. Stefano Pagnozzi guidava la sua moto in un modo che definire “aggressivo” sarebbe un eufemismo, derapate in entrata di curva, pieghe che sfidavano le leggi della fisica con il casco che in una serie di curve sfiorava il muretto e, con un repentino cambio di direzione, spazzolava con la spalla della tuta la corteccia di un albero, facendo volare in mille pezzi una balla di paglia, il tutto in una frazione di secondo con una velocità che, un pilota normale, avrebbe esitato a fare in pista con visuale aperta e vie di fuga, piuttosto che su di una strada di montagna con i muretti e piante da un lato e un dirupo dall’altra.

Stefano Pagnozzi in gara

Stefano Pagnozzi in gara

Stefano Pagnozzi fu protagonista di stagioni irripetibili, colme di grandi battaglie, scambiandosi spesso le posizioni con l’amico-rivale Falanga, e di vittorie, molte delle quali avvenute per un pelo e contro tutti i pronostici sfidando la sfortuna e la sua esuberanza che, molte volte, lo portavano ad una caduta anche all’ultima curva. Ricordiamo una Chivasso – Castagneto che, nonostante una scivolata, non gli impedì di salire sul gradino più alto del podio.
L’ultima stagione di Stefano Pagnozzi fu quella del ‘91 al rientro dopo uno stop, la moto era una Yamaha TDM 850. Alla prima gara, la Romanina – Veglio, come sempre diede spettacolo, ma fece solo un 4° posto, che per un pilota vincente come lui fu solo una delusione. Nella seconda gara, la Rocca – Corio, fu vittima di una rovinosa caduta dovuta anche allo scarso feeling con la sua moto, tutti lo spettarono alla terza gara di campionato, la Sillano – Ospedaletto, ma con stupore nessuno lo vide, e non risultò nemmeno tra gli iscritti.

Stefano Pagnozzi alla Fasano-Selva '83

Stefano Pagnozzi alla Fasano-Selva ’83

Stefano Pagnozzi era un pilota audace e generoso, un pilota che dalla propria passione uscì pesantemente segnato nel fisico a causa delle numerose e tremende fratture riportate, un pilota che non mollava mai in gara, un uomo che non mollava mai nella vita, ma purtroppo, molti anni dopo, dovette arrendersi contro una malattia che se lo portò via.
Grazie alle sue imprese, Stefano Pagnozzi rimarrà per sempre negli annali della salita, nei ricordi dei tifosi e soprattutto nei ricordi dei suoi colleghi che con lui hanno condiviso momenti “agonistici” indimenticabili.

Stefano Pagnozzi alla Fasano - Selva '83

Stefano Pagnozzi alla Fasano – Selva ’83

Altro materiale fotografico su Stefano Pagnozzi lo potete trovare in Archivio anni 80

La Moto di Stefano Pagnozzi:

Laverda Formula 500 portata a 600cm3 per essere convertita in Formula in TT2

Di seguito la scheda tecnica della moto originale:

MOTORE – Bicilindrico, quattro tempi, verticale, raffreddato ad aria. Distribuzione bialbero con 4 valvole per cilindro. Alesaggio e corsa 61 x 72 mm. Cilindrata 496,7 cm3. Rapporto di compressione 10,5: 1. Due carburatori Dell’ Orto PHF 32. Lubrificazione forzata a carter umido. Accensione elettronica. Trasmissione primaria ad ingranaggi; finale a catena. Frizione multidisco in bagno d’olio. Cambio a sei rapporti. Avviamento elettrico.
CICLISTICA – Telaio a doppia culla chiusa in tubi d’acciaio. Forcella teleidraulica. Sospensione posteriore con forcellone oscillante e due ammortizzatori. Freni: anteriore a doppio disco di 260 mm 0; posteriore a disco di 260 mm 0. Pneumatici: anteriore 100/90-18; posteriore 110/90-18.
DIMENSIONI – Interasse 1420 mm. Peso a secco
158 kg. ”
POTENZA MASSIMA – 52 CV a 9500 giri.

  • Francesco

    Che gran bel lavoro stai facendo Marco!!!
    Complimenti

    • Marco Ricci

      Grazie Francesco!