Pagelle Leccio 2016

Pagelle Leccio 2016

di Bianca Lombardi

 

La stagione 2016 del CIVS è partita con il piede sbagliato. E’ stata infatti la cronoscalata Leccio-Reggello, prima tappa in calendario, ad aver deluso le aspettative, dopo una pausa invernale dove si era lavorato molto per compiere passi in avanti. Uno di questi è stato la nomina dei rappresentati dei piloti, sia per il Gruppo 5 Epoca che per le moto moderne, figure apprezzate dalla FMI a partire dalla prima riunione con i nuovi ruoli presenti. Non si è di certo interrotto il programma rivolto ai giovani e a tutti coloro che vogliono avvicinarsi al mondo delle cronoscalate iniziato l’ anno scorso con l’introduzione delle crono climber, gare di regolarità, spesso affiancate al CIVS vero e proprio. Ed è così che il pilota Daniele “Baron” Lombardi, assieme ad altri piloti esperti, ha dato vita all’ “Accademia della salita”, nata con lo scopo di insegnare alcune fondamenta a coloro che stanno muovendo i primi passi in questa specialità. Dal punto di vista mediatico, invece, non sono mancate interviste e articoli sul mondo delle corse in salita su testate giornalistiche nazionali. Infine ad una settimana di distanza della prima gara, il sito ufficiale del CIV dichiarava un vero è proprio boom di iscrizioni, contando ben circa centocinquanta adesioni suddivise in CIVS, Gruppo 4 e Crono Climber. Tutto sembrava andare per il meglio fino all’inizio delle prime prove libere che ha subito un ritardo, il primo di una lunga serie.

Ma analizziamo per bene tutte le cause che hanno reso questa edizione della Leccio Reggello piena di peripezie per piloti e non solo. Dal punto di vista organizzativo, sebbene l’organizzazione di una gara non sia cosa semplice, sono mancati alcuni aspetti fondamentali, come gli altoparlanti situati nella zona paddock, senza i quali la partenza della classe e del numero giusto, al momento opportuno, è impossibile da poter avvenire. Inoltre il paddock situato sia lungo la strada, come da consueto, e in un prato lontano dalla partenza ha complicato ulteriormente le cose. In sintesi sono mancati piccoli ma determinanti dettagli. Dal lato del rilevamento dei tempi ci sono stati numerosi impedimenti: il sistema funzionava a stento e si è incolpato anche i piloti di avere numeri poco riconoscibili. Ma stando al regolamento FMI 2016, la corrispondenza fra il colore delle tabelle portanumero e del numero e la classe di appartenenza è stata abolita e, fin dalle prove libere, tutte le moto avevano ottenuto il nulla osta dalle verifiche tecniche e sportive. L’unico accorgimento da parte della federazione è stato quello che ogni pilota in gara avesse un numero unico; cosicché qualcuno si è visto costretto a sostituire solo il sabato mattina il proprio numero fisso. Dobbiamo poi ben ricordare e sottolineare che i cronometristi sono retribuiti : è quindi diritto e dovere di piloti e di organizzatori esigere che i tempi siano registrati perfettamente, magari già verificandone il corretto funzionamento fin dal sabato o di adottare un sistema più efficace. Infine non è possibile trascurare il problema legato ai ritardi, alcuni dei quali dettati, ahimè, dalle avverse condizioni atmosferiche e dalle cadute, per fortuna senza gravi conseguenze. Risulta comunque inammissibile dover posticipare le prove libere di ben quarantacinque minuti a causa di una chicane più volte segnalata dai piloti perché troppo stretta, quando esistono quote metriche ben precise consultabili sul sito FIM. I ritardi sono stati molteplici e si sono sommati via via nel corso nella manifestazione, sebbene sarebbero potuti diminuire se il programma di prove e gare fosse stato meno intenso e meglio ripartito nei due giorni. Ma ciò che più inorridisce è il fatto di aver avuto pochi secondi di intervallo fra una classe e l’altra in gare il cui svolgimento è stato incerto fino all’ultimo, con pochi partecipanti rispetto alle precedenti manches e disputate in tarda ora; le cui classifiche sono state appese solo a serata inoltrata. Nonostante non si possa non dar merito al notevole impegno dietro le quinte, in particolare Mauro Zecchi che si è prodigato affinchè alcune Crono Climber fossero promosse, come in questo caso, al CIVS nel 2016; questa disastrosa Leccio Reggello è stata la clamorosa ed evidente prova che le gare sono complesse da organizzare, che serve passione per farlo, ma che purtroppo non basta. Per organizzare gare a regola d’arte, degne di essere all’ interno di un campionato italiano, serve che ogni parte coinvolta esiga dalle altre il massimo reciproco. Sul web e sui social si è scritto e letto di tutto a riguardo, numerosi sono stati i commenti e i punti di vista dai quali traspaiono accuse, reclami e pure di aver commesso lo sbaglio di essere partiti. Al contrario dei coraggiosi piloti della 125, impossibili da non essere citati, essendo gli unici ad aver deciso di scioperare in massa, difendendo e ribadendo la loro posizione, per la prima volta irremovibile, non prendendo parte alla seconda gara. Dopo queste amare considerazioni, lasciamo spazio alle prime pagelle della stagione.

Umberto Ricci: voto 10 In gara 1 giunge secondo ma in gara 2 vince abbassando di circa un secondo il tempo firmando un bel 1.36 basso. La sua vittoria di classe è stata più che meritata e riesce in entrambe le manches a tenere a distanza Convalle. Sempre a bomba con la sua “bombetta”!

Carlo Leoncini: voto 10 al pilota, voto 3 alla fortuna Torna con la sua Ducati mono nella classe 500 4T dove ha raccolto in passato numerosi successi e subito sembra che il passato non ci sia mai stato. I veri amori non muoiano mai. Vince gara 1 mai poi prima di gara 2 accusa la rottura dell’albero del cambio. Le gare sono così, senza ma e senza se.

Ascari Alessio: voto 7 Termina terzo dietro Finelli e Dolfi nella classe 175 epoca del GR 5 a circa dieci secondi di distanza dai primi due in entrambe le gare. Massimo Lisi: voto 10 Vince la classe 250 del Gr 4 risultando così essere il più regolare.

Marco Lombardi: voto 10 Vince la classe moto 3 davanti a Ronzoni e Adami. Bravo!

Classe 125 in particolare i piloti: Queirolo Marco, Gubbini Giacomo, Cangiano Massimiliano, Mutti Pierluigi, Ginesini Marco, Lovera Marco e Rosati Tiziano: voto 10 per lo sciopero di protesta di categoria.

Marco Queirolo: voto 10 Dopo quattro titoli nella classe 125, decide di passare nella superiore 250 dove vince al debutto nell’ italiano, non lasciando però il suo vecchio amore, l’Aprilia 125. Gareggia infatti in due classi, nella 250 e ancora nella 125 o almeno…sperava.

Lorenzo Meniconi: voto 7 Termina quarto con un tempo assai alto in entrambe le gare ma è l’unico pilota della 250 a migliorare il proprio cronometro nella seconda di ben due secondi. Partecipa anche alla prima prova della crono climber ma un tempo più alto. In salita conta soprattutto l’esperienza ma siamo sulla giusta strada.

Lignite David: voto 10 Forte dell’ottimo terzo tempo fatto registrare a Landshaag, nella gara di casa vince entrambe le manches della 600 stock. Dalla sua parte è stata anche la pioggia. Dopo anni di ottimi piazzamenti ritorna prepotentemente alla vittoria. Mai sottovalutare le “vecchie volpi”…

Riccardo Marchelli: voto 10 Cambia moto, adesso ha la stessa del suo rivale Manici e alla prima gara strappa prepotentemente la fastidiosa etichetta di eterno secondo. Chi la dura la vince! Che la stagione possa essere un’ avvincente testa a testa ad armi pari!

Barry Rivellini: voto 7 Unica Ducati fra le naked che chiude penultima a circa dieci secondi dal vincitore Marchelli. E’ ancora presto per sbilanciarsi, il pilota deve ancora farci un po’ di chilometri…infatti sfrutta anche la crono climber…ma Barry Rivellini vuol dire soprattutto Ducati! In bocca al lupo!

Stefano Manici: voto 6 Cade nelle prove e non va oltre il quarto posto finale, interrompendo così l’accrescersi del record di gare vinte di seguito. Inoltre la partecipazione, sempre con una Triumph, nella 600 stock complica solo le cose: termina sesto. Ma ciò dimostra che il suo è davvero talento…e non a comando!

Francesco Curinga: voto 10 e lode Vincitore in carica nella 600 open nell’ italiano e nell’europeo, torna sul primo gradino del podio firmando l’assoluto sia alla prima gara del CIVS sia a Landshaag. Se ti chiami Curinga e guidi una Honda non ci sono santi che tengano…il suo meraviglioso andare!

Marco Ricci: voto 3 alla sfortuna La fortuna ha un grosso debito più gli interessi con Marco Ricci. Non prende parte a nessuna delle due gare perché cade e riporta la lussazione della spalla. Un inizio di campionato da dimenticare. Se in convalescenza perderai la pazienza…immaginati di essere li in salita ad aspettare come spesso accade…buona guarigione!

Manuel Del Molin: voto 10 Debutta nella classe Supermotard provenendo dal Flat e subito vince entrambe le manches previste. Come ogni fuoriclasse ha mostrato subito il suo carattere da “cliente scomodo” per la classifica e per gli avversari che li ha presi di sorpresa.

Stefano Bonetti: voto 10 Vince la prima gara dell’italiano della classe regina ma gli sfugge l’assoluto che va a Curinga, svantaggiato dal fatto che in Italia, a differenza dei tracciati europei, le 1000 soffrono un po’ di più delle 600. Caro Bonny, sei una sicurezza ovunque!

Daniele Lombardi: voto 8 In gara 1 si avvicina pericolosamente a Bonetti che lo precede solo di 5 centesimi. Poi in gara 2, preso dall’ euforia, sbaglia la partenza…e torna il “primo degli umani” a circa un secondo da Bonny ma riuscendo in modo strabiliante a tenere la seconda posizione. Barone si ma all’ occorrenza anche un prontissimo stratega vincente!

Niccolò Capelli: voto 9 Altra new entry della stagione che termina quarto nella 600 stock alle spalle di Lignite, Sullo e Frisanco. Ci sono tutti i presupposti per diventare un ottimo campione della montagna!

Barbi-Doratori: voto 10 Si confermano ancora campioni di questa spettacolare specialità segnando tempi molto bassi rispetto a tutti gli altri equipaggi…un grande affiatamento che ripaga sempre!

Manfredi-Rocchi: voto 7 1/2 Dai tempi si capisce che in gara 1 hanno avuto dei problemi e questo dispiace perché potevano arrivare secondi anziché terzi. Peccato.

Per chiudere voto 10 a Cesare Fabbri che anche quest’anno ci ha onorato della sua presenza, arrivando con il suo Kangoo bianco con a bordo la sua inseparabile “zanzara”.

Nel campionato europeo, invece, nella seconda tappa in Svizzera tutti i piloti italiani sono riusciti a cogliere importanti risultati ad eccezione di Queirolo che ha avuto problemi con la moto. Infine un grande in bocca al lupo a Stefano Bonetti, il “ Bonny nazionale “, che tra pochi giorni partirà per il Tourist Trophy, sperando che possa essere più fortunato dell’anno precedente. Per concludere una nota personale: vorrei ringraziare di cuore, in particolar modo i piloti, e tutti coloro che in occasione di questa prima gara dell’ anno hanno dimostrato nei miei confronti quella disponibilità e quel affetto che da sempre contraddistinguono il meraviglioso universo della salita. Arrivederci a Carpasio!