Alvaro Falanga

Alvaro Falanga

Alvaro Falanga 1983

Alvaro Falanga, classe ’54 originario di Mandello (LC), indubbiamente è stato una vera e propria icona delle cronoscalate motociclistiche italiane ed europee, sia per i risultati (3 titoli italiani ed un europeo), sia per il suo stile di guida. Pilota “dannatamente” veloce proveniente dal fuoristrada, fu tra i primi piloti, assieme a Pagnozzi, ad avere una guida simile alle più moderne Supermoto (con piede a terra e derapate in entrata di curva), e ad equipaggiare le sue moto con il manubrio alto Tommaselli da cross, questo perché riteneva che in salita non contava avere una buona aerodinamica, bensì un’ottima maneggevolezza per affrontare al meglio i tornanti ed i rapidi cambi di direzione che riservavano le strade di montagna.falanga piede Le moto di Alvaro Falanga erano delle Suzuki, la 380 su telaio Morenà (successivamente portata a 420) e la T500 entrambe rigorosamente con manubrio alto. Ancora oggi Alvaro Falanga detiene il record di alcune salite. Una delle gare dove Alvaro Falanga dava sempre spettacolo e la gente accorreva per vederlo, era la Ballabio – Resinelli, gara di casa per il mandellese, in particolare l’edizione al “cardiopalma” dell’80. Purtroppo, la mattina, nelle prove libere fu vittima di una rovinosa caduta, indenne e subito aiutato dal pubblico, provò a ripartire, ma la moto subì un danno irreparabile alla forcella, si pensò subito ad il ritiro del pilota, ma grazie all’aiuto di due amici, che di corsa andarono a recuperare 2 forcelle nell’officina di mandello, riuscì a sostituirle giusto in tempo per la partenza della sua categoria. Fu un successo, vittoria assoluta e record di gara, strappato dopo quattro anni a Pieraldo Cipriani, percorrendo il tracciato in 5’42”10. L’edizione dell’82 confermò ancora una volta che era la gara di Alvaro Falanga, abbassando il suo record a 5’36”11 rimasto imbattuto fino all’ 87, ultima edizione della gara, da Cantalupo su una moto open 1000cc.

Purtroppo, all’età di soli 34 anni, tornando a casa in moto dopo aver partecipato ad una gara, fu vittima di un grave incidente stradale lasciando un vuoto tra i colleghi ed i tifosi della salita.